Da prodotto reali a prodotti digitali, nel metaverso si va verso il m-commerce

Come le nuove logiche digitali influenzano gli acquisti

Sempre più spesso, al giorno d’oggi, si sente parlare di trasformazione da prodotti reali a prodotti digitali: una smaterializzazione che ha a che fare con la realtà virtuale.
I notevoli progressi ottenuti nel campo delle tecnologie, infatti, hanno indotto progressivamente anche alla creazione di universi in cui tutto ciò che c’è di fisico e materiale viene trasformato in virtuale. Da parte loro, anche diverse aziende stanno procedendo in questa direzione proponendo ai loro rispettivi clienti dei prodotti che hanno ben poco a che fare con la realtà.

Il metaverso: cos’è e cosa c’entra con il marketing e con l’e-commerce

Il metaverso è inteso come un universo tutto virtuale all’interno del quale i diversi soggetti sono rappresentati da avatar. Di certo, cosa significa metaverso è una cosa che può sfuggire a tanti ancora al giorno d’oggi, ma il mondo sta prendendo una direzione ben precisa e non possiamo tirarci indietro di fronte ad una tale rivoluzione.
Progressivamente, grandi compagnie come anche la stessa Microsoft hanno pensato bene di addentrarsi in questo mondo supportando la creazione di tecnologie in grado di farci vivere questa realtà aumentata (già conosciuta da diversi anni) sempre più vivamente e appieno, fino a parlare di realtà virtuale. Realtà aumentata e realtà virtuale non sono la stessa cosa: la seconda, infatti, rappresenta un’estensione e un ampliamento della prima.

Dal lato del marketing, sempre di più sono le aziende che stanno scegliendo di proporre questo genere di esperienze ai propri clienti, nell’ottica di un futuro consumo tutto digitale. Logicamente, gli studiosi di questa materia devono seguire le grandi tendenze che caratterizzano la società e tutto ciò che stimola sempre di più la curiosità e l’attenzione del consumatore finale ed ecco perché si parla di web marketing in contrapposizione al marketing tradizionale.

Tuttavia, dopo questa premessa una domanda sorge spontanea: come si concretizza tutto ciò a livello pratico? In quali parti del Customer Journey si verifica la sovrapposizione con la realtà virtuale?
Essenzialmente, il digitale va a rendere i prodotti da reali a virtuali proprio mediante la smaterializzazione degli stessi che, così facendo, diventano adatti per un consumo da fruire comodamente anche da remoto, senza recarsi fisicamente nello shop di riferimento ma avendo la possibilità di provare i prodotti esposti, proprio come se ci si trovasse lì di persona.
Tutto ciò comporterebbe per l’utente una migliore esperienza da vivere che si tradurrebbe, di conseguenza, in un valore aggiunto associato al brand di riferimento nonché una migliore predisposizione verso lo stesso.

Un e-commerce tutto virtuale: è possibile?

Di fronte ad uno scenario sempre più incline alla logica virtuale (vedi i 40 motori di ricerca alternativi a Google), le grandi marche non possono rimanere indifferenti e devono proporre sempre nuove esperienze per anticipare e soddisfare le esigenze dei nuovi consumatori in un’era tutta digitale e caratterizzata da un’idea di iperconnessione.
Ecco allora che anche il semplice e-commerce, già di per sé interamente studiato per il mondo online, necessita di un’ulteriore amplificazione in senso più virtuale, per un’esperienza che coinvolga il consumatore a 360°.

Il risultato di quest’operazione, come ci spiega Iacopo Gonzalez, socio fondatore di Cuborio.com è una piattaforma virtuale che prende il nome di m-commerce abbreviazione di mobile commerce dove l’acquisto e la vendita di beni e servizi avviene tramite dispositivi palmari wireless come gli smartphone e tablet.

Come forma di e-commerce, l’m-commerce consente agli utenti di accedere a piattaforme di shopping online senza la necessità di utilizzare un computer desktop. Esempi di m-commerce includono nell’app acquisti, mobile banking, app del mercato virtuale come l’app mobile Amazon o un portafoglio digitale come Apple Pay, Android Pay e Samsung Pay.

Ma torniamo alla domanda: un e-commerce tutto virtuale è possibile? La risposta come ci spiega Gonzalez è sì, perché nel caso specifico si va a creare un m-commerce con Cuborio che tende a riprodurre fedelmente anche un normale negozio in cui i prodotti da reali si fanno tutti digitali.

La caratteristica principale di un tale approccio sta proprio nella possibilità di poter provare ciò che è in vendita e procedere con l’acquisto in tutta semplicità, proprio come si ci si trovasse in un negozio fisico di fronte ad una commessa.

L’approccio virtuale è senza dubbio la chiave del successo di domani su cui sempre più aziende stanno scegliendo di investire in vista di ricavi futuri assicurati. L’applicazione diretta di tutto ciò è proprio l’m-commerce che potremmo definire in qualche modo proprio come la generazione successiva all’e-commerce.

Si tratta di un ampliamento in grado di offrire tutti i vantaggi possibili tanto dal lato del cliente finale quanto dal lato dell’azienda stessa che decide di progettarlo, in vista anche di una migliore personalizzazione dell’offerta.