Debiti bancari per le famiglie italiane: dati ufficiali e cause

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articolo scritto con la collaborazione di stralciami.it

Il 2023 passerà alla storia come uno degli anni economicamente più difficili per le tasche degli italiani.

Infatti, tra l’aumento dei tassi degli interessi dei mutui variabili e quello delle materie prime dovute alle guerre internazionali, sono tanti gli italiani che hanno visto volatilizzarsi del tutto i risparmi di una vita.

Ma quali sono i dati della crisi che, ormai da diverso tempo, sta colpendo le famiglie italiane?

Cerchiamo di fare chiarezza con questo articolo.

La situazione del carovita in Italia

Stando alle recenti stime di Assoutenti, la situazione debitoria delle famiglie italiane è davvero poco rassicurante.

Si calcola, infatti, che alla fine del 2023, ogni cittadino italiano risulterà indebitato in media di circa 9.949 euro (neonati inclusi).

I numeri diventano ancora più pesanti se ci si concentra sul debito famigliare.

In questo caso, infatti, la media del debito verso società finanziarie e banche, ammonta a 22.674 euro.

Quali sono i motivi di questa drammatica situazione? Principalmente due, ecco quali.

  • L’aumento dell’inflazione

Innanzitutto, va considerato l’innalzamento dell’inflazione che ha inevitabilmente portato le famiglie italiane a perdere buona parte del proprio potere d’acquisto e di risparmio.

Come dimostrano i dati dell’Istat, la capacità da parte delle famiglie italiane di riuscire a risparmiare è calata del 3,6% nel 2023. Ciò, inoltre, ha costretto molti italiani a ricorrere a prestiti e finanziamenti anche per sostenere le spese di tutti i giorni.

  • L’innalzamento dei tassi medi

L’inflazione non è però l’unico motivo dei tanti debiti che pesano sulle finanze degli italiani.

Una delle ragioni più dibattute, anche in televisione e sui media in generale, è l’innalzamento dei tassi medi dell’ultimo biennio 2022-2023.

In seguito a questa decisione da parte dell’Unione Europea, si calcola che coloro che hanno sottoscritto un mutuo variabile della durata di 25 anni da 150.000 euro, si trovano a pagare una rata mensile aumentata mediamente di 365 euro.

Rischio usura e previsioni per il 2024

Una delle prime preoccupazioni da parte delle istituzioni è che questo mix di problematiche, possa moltiplicare gli episodi di usura.

Purtroppo, diversi enti (tra cui Assoutenti) hanno già evidenziato un aumento dei casi di usura legati, appunto, al fuoco incrociato dell’aumento dei tassi e dell’inflazione.

Nonostante i dati del Governo parlino di un netto calo delle denunce per reati legati all’usura, esiste il forte rischio che si tratti, in realtà, di una situazione ben nascosta e che possa affiorare drammaticamente nei prossimi mesi.

Ma qual è lo scenario che si può immaginare per il 2024, soprattutto per ciò che riguarda l’innalzamento dei tassi di interesse?

Nonostante ci siano alcune previsioni che parlano della possibilità da parte della BCE di tagliare i tassi, la situazione non è certamente delle più rosee.

Si stima, infatti, che nel 2024 si potrebbe assistere a un aumento del 10% delle aste immobiliari rispetto al 2023.

Questo perché le banche, dopo il mancato pagamento di sei rate del mutuo, possono avviare le procedure di esecuzione dell’immobile che si concludono, appunto, con la messa all’asta del bene.

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